Incredibile: I farmaci, l’agopuntura e il placebo hanno tutti la stessa efficacia!

agopunturaOggi su Repubblica.it figura un articolo sull’ in cui si sostiene che i risultati di una recente ricerca (meta-analisi di letteratura scientifica) dimostrano che l’ è “solo un effetto placebo“. Vi invito a leggere l’articolo:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/agopuntura/agopuntura/agopuntura.html?ref=hpspr1

Quello che segue è il commento che ho inviato al sito di Repubblica:

Ho letto i commenti e immagino che ce ne saranno altri. I giornalisti riescono a volte a manipolare una informazione addirittura quando riportano i fatti più o meno correttamente! Mi spiego: il risultato più “sconvolgente” della ricerca, se proprio vogliamo, NON è la vicinanza tra l’ e il placebo ma, COME DICE LO STESSO GIORNALISTA:

Il risultato sorprendente è stato che tutti hanno registrato benefici dal trattamento, paragonabili a quelli ottenuti attraverso analgesici o altri medicinali per diminuire il dolore

Allora, caro Enrico Franceschini, se l’effetto placebo è meglio dei farmaci, perchè non studiamo l’effetto placebo invece di spendere soldi in laboriose sintesi chimiche? Si chieda un po’ questo, invece di dare al suo articolo il titolo “, solo effetto placebo, ridimensianata la tecnica cinese” che è FUORVIANTE

Immaginate come sarebbe cambiato l’articolo con questo titolo: “Incredibile: I farmaci, l’ e il placebo hanno tutti la stessa efficacia!

Il problema, qui, al di là della cecità di certi ambienti scientifici e delle dichiarazioni di alcuni medici, è soprattutto la responsabilità dei mezzi di comunicazione e dei signori giornalisti, che influenzano le masse con titoli e opinioni elaborate ad hoc. Purtroppo non è solo il caso di Repubblica, questo, poichè anche la Reuters riporta la cosa in modo analogo:

http://it.notizie.yahoo.com/4/20090121/tso-oitlr-agopuntura-aghi-89ec962.html

Forse sono state le dichiarazioni del Dr. Linde a suscitare questo tipo di report riguardo all’articolo, forse no, ma in ogni caso i giornalisti dovrebbero avere un minimo di indipendenza intellettuale per comprendere qual è il punto importante della ricerca, che non viene mai indicato se non incidentalmente, ma MAI NEL TITOLO:

I risultati hanno dimostrato che le persone curate per più di otto settimane con l’ avevano meno episodi di cefalea rispetto a chi veniva curato soltanto con antidolorifici.

Per quanto riguarda l’emicrania, gli aghi si sono rivelati più efficaci delle medicine, ma anche i trattamenti simulati davano buoni esiti, hanno detto i ricercatori.

Si potrebbe discutere a lungo del modo in cui nelle ricerche scientifiche sono stati scelti i punti di , del modo in cui sono stati effettuati i controlli o della preparazione dei ricercatori riguardo alla materia (l’) che vogliono studiare (e che quindi dovrebbero conoscere).  Ma io vorrei che si discutesse di più, se possibile, dell’effetto placebo, e non limitarsi a “la pillolina di zucchero che non contiene alcun medicinale” a cui accenna Franceschini.

Se si dà un’occhiata alle fonti, che consistono un articolo del 2009 e, probabilmente, uno del 2001 della stessa Cochrane, si nota che nella meta-analisi del 2001 risulta che, negli studi in cui è stata confrontata l’ con i FARMACI, il primo approccio si è dimostrato più efficace del secondo. Cito testualmente:

2001
“In the four trials in which acupuncture was compared to a proven prophylactic drug treatment, patients receiving acupuncture tended to report more improvement and fewer side effects
http://www.cochrane.org/reviews/en/ab001218.html

“The reduction of analgesic use was similar in patients
receiving acupuncture and prophylactic drug treatment, but
for several time windows, results for response, migraine attacks,
migraine days and intensity were statistically significant in favour
of the acupuncture groups
.”
http://mrw.interscience.wiley.com/cochrane/clsysrev/articles/CD001218/pdf_fs.html

Non ho potuto leggere per intero la meta-analisi del 2009, tuttavia gia nell’abstract (http://www.cochrane.org/reviews/en/ab007587.html) si fa riferimento NON PIU’ a trattamenti farmaceutici (proven prophylactic drug treatment) come nell’abstract del 2001, ma solo a un più generico “cure di base” (basic cares) con antidolorifici (in confronto ai quali l’ si dimostra comunque più efficace)

Un ultimo punto riguardo all’articolo di Repubblica:

L’articolo generalizza un risultato parziale, perciò commette una fallacia logica: il fatto che in una ricerca sia stato osservato che l’ “vera” (e anche qui ci sarebbe da discutere) non differisce significativamente dall’ “falsa” in CASO DI EMICRANIA non significa che sia vero IN QUALUNQUE CASO, come si sostiene nell’articolo. Se si vuole il rigore scientifico nella distinzione fra approcci medici differenti, lo si rispetti anche nella divulgazione.  Da fare a casa: studiare le fallacie logiche, l’informazione giornalistica ne è zeppa.

 

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