Domande e Curiosità sull’Agopuntura (F.A.Q.)

inserzione ago agopunturaAlle persone che vengono a ricevere un trattamento di agopuntura o massaggio TuiNa cerco di comunicare, quando posso, lo spirito di quello che si fa in medicina cinese. Credo sia importante che chi si avvicina alla terapia “alternativa” anche solo come cliente/paziente, abbia una idea di cosa si tratta e in cosa differisce dall’approccio scientifico. E’ una questione di divulgazione che investe non solo le medicine non convenzionali, ma più in generale, direi, il senso della terapia.

In questo vademecum scrivo alcune delle domande o dei dubbi che spesso mi vengono presentati da parte dei clienti.

  1. Con l’agopuntura si può fare qualcosa per il problema “x”?
    L’agopuntura ha sia qualità, sia limiti, e sarebbe ingenuo pensare di poter “fare tutto”. Tuttavia la Medicina Cinese ha almeno la capacità di inquadrare un qualunque problema nel complesso dell’individuo, di dare una visione d’insieme su come quel problema si è generato, come si manifesta e quali sono i possibili sviluppi. In Medicina Cinese possono risultare collegate cose apparentemente molto distanti fra loro, ed essere incluse in una analisi estremamente logica e ricca di significato sull’organismo umano e le sue potenzialità.. o i suoi acciacchi. Quindi la maggior parte delle volte la risposta è “sì, si può fare qualcosa”, poi ogni terapista può azzardare delle previsioni su quanto si possa fare, sulla base della propria esperienza e delle proprie convinzioni.
    In linea di massima, quanto più un disturbo è funzionale (es. non riesco a fare un movimento con il braccio) tanto più può essere utile l’agopuntura, quanto più è organico/strutturale (es. ho artrosi dell’omero con formazione di osteofiti) tanto più non ci si può aspettare miracoli. E’ un delicato equilibrio: da un lato non bisogna farsi (o dare) illusioni, dall’altro bisogna lasciare aperte delle possibilità: credere che le cose non possano cambiare è un ottimo presupposto per far sì che nulla cambi.
  2. L’altra volta che ho fatto agopuntura sono stati usati molti più aghi. (Oppure) sono stati messi aghi su altri punti.
    In MC non c’è uno “standard”: ci sono mille diversi insegnamenti e tradizioni, ci sono mille modi diversi sia di inquadrare un problema e di proporre delle soluzioni: immaginate quante esperienze cliniche può aver prodotto una cultura medica di migliaia di anni in una società di milioni (miliardi) di persone… significa che ci sono molti modi diversi di fare le cose, ognuno spesso con una lunga storia. E’ vero, tuttavia, che ci sono metodi che avranno avuto più diffusione e altri meno diffusi. In ogni caso, agopuntori diversi molto probabilmente sceglieranno punti diversi anche trovandosi di fronte alla stessa persona con gli stessi sintomi.
  3. Che punti si usano per il problema “x” ?
    Non c’è “un punto per ogni malattia”: studiare agopuntura non significa applicare meccanicamente un metodo per cui i punti per la sciatalgia sono sempre quelli, i punti per il mal di testa sono sempre altri, ecc. Bisogna fare una valutazione secondo i principi della MC, e poi scegliere il trattamento conseguente, come accade in qualunque terapia.
  4. Perchè mi chiedi cose che non c’entrano nulla con i miei sintomi?
    L’idea è che i sintomi si spiegano attraverso la comprensione della persona che sei, e come ti manifesti. L’asma di un uomo insorto dopo la morte della madre è totalmente diverso dall’asma di un altro a cui è cominciato dopo aver cambiato casa o a cui sembra che il mondo sia tutto da rifare. Aspetti che sembrano scollegati nella vita quotidiana possono essere connessi nell’interpretazione della MC: anche questo è un senso dell’essere “olistico”, ossia cercare di avere una visione di insieme dell’organismo e dei suoi equilibri. Nella storia medica occidentale, a tal proposito è famoso il pensiero di C. Bernard: “Il germe non è nulla, il terreno è tutto”
  5. Non sei stato/a in Cina? Non sai il cinese?
    Per un occidentale che pratica medicina cinese, essere stato in Cina (ad oggi) non è un requisito fondamentale. Ciò che è fondamentale è aver studiato a fondo la Medicina Cinese, aver avuto buoni maestri, essersi immerso nella visione del mondo di almeno una delle tradizioni mediche cinesi e aver praticato, aver fatto esperienza. Di sicuro è utile aver viaggiato, così come può essere utilissimo conoscere la lingua cinese, ma se ritenete che questi siano requisiti fondamentali per fidarvi di un agopuntore, allora evitate di andare da terapisti che non siano cinesi.
  6. Il mio dolore/sintomo è qui, ma hai messo aghi altrove!
    L’agopuntore non mette i punti “là dove vi fa male”. Lui (o lei) sa quali punti vanno usati: la scelta del trattamento, come detto prima, è parte di un sistema complesso, non di un semplice procedimento meccanico che si ripete sempre allo stesso modo. Alle volte, oppure spesso, può capitare che vengano utilizzati dei punti proprio dov’è la sede del dolore o del sintomo, ma non è la regola.
  7. Cosa senti dal polso? Perchè mi guardi la lingua?
    Dal polso e dalla lingua si possono ricavare informazioni sullo stato di tutto l’organismo. Nella lingua si osserva colore, patina, spessore, motilità.. ogni caratteristica ha un suo significato in Medicina Cinese. Stessa cosa per il polso, non si sente solo il ritmo, ma anche la “forma”, la profondità, l’ampiezza, la forza… E’ una analisi che può essere molto approfondita, a seconda della preparazione del terapista e del caso concreto.
  8. Ho provato l’agopuntura, ma non ha funzionato!
    L’agopuntura, come qualunque terapia e qualunque medicina, non è fatta di certezze. Il compito del terapista è dare più che può, al meglio delle sue conoscenze e abilità, per aiutare e accompagnare il cliente/paziente. Detto ciò, è difficile dire che “l’agopuntura” in toto non abbia funzionato: questo capita perchè forse siamo abituati a focalizzarci solo sulla tecnica, perchè la nostra medicina è fatta (oggi) molto di tecniche e tecnologia, per cui diciamo, ad esempio: “ho provato l’ozonoterapia e non ha funzionato”. Certo, l’agopuntura è una tecnica, ma – come ogni terapia – è anche “un’arte”, e come abbiamo detto ci sono molti modi di praticarla. L’esito di una terapia dipende dal terapista, dal ricevente, dall’ambiente.. tutto fa parte della nostra esperienza di quel momento della nostra vita, e dei suoi possibili sviluppi.
  9. Ma per fare agopuntura bisogna conoscere la medicina scientifica?
    La Medicina Cinese (MC) è un paradigma medico-filosofico completamente autonomo. Per quanto in Italia e in alcuni altri paesi sia necessario essere medici per praticare alcune delle specialità della MC (es. agopuntura),  la MC ha un modo tutto suo di fare una analisi della condizione dell’individuo, ha una sua terminologia specifica e una gran varietà di modi di applicare la terapia. Il fatto che sia una disciplina autonoma non vuol dire che abbia “la risposta a tutto”: ogni terapia ha i suoi punti di forza e i suoi limiti, basta esserne consapevoli e rispettare i principi di quella particolare disciplina, senza fare “mischioni” tra cose diverse.

 

 

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